La famiglia di Saverio Massari, figlio di Marino e Francesca Lionetti, e Carmina Armenise, figlia di Francesco e Gaetana Satalia, si forma nel dicembre 1808. Saverio è falegname come il padre e i suoi fratelli e come loro sa scrivere e firma tutti gli atti pubblici in cui è testimone o dichiarante.
Insieme alla moglie cambia spesso abitazione: dalla zona Castello a San Domenico, dalle Pentite in strada Chiurlia, fino alla Vallisa, casa nella quale morirà a soli 41 anni nel 1827. Saverio non ha avuto forse la possibilità di vivere a pieno l'affermazione socio-economica di cui sarà protagonista la sua famiglia di origine, grazie alle due figure cardine di suo padre e suo figlio maggiore entrambi chiamati Marino Massari.
Il giovane Marino nasce nel 1809 ed è l'unico figlio maschio di Saverio e Carmina a diventare adulto intraprendendo il mestiere di muratore, figura professionale sicuramente molto richiesta in una Bari che è nel pieno della costruzione e dell'ampliamento del Borgo murattiano e in cui tutti gli addetti all’edilizia non solo fanno gruppo ma riescono a realizzare una repentina scalata sociale. Come appunto accadrà a Marino e alla famiglia che costruirà con la moglie Antonia Vitucci, sposata nel 1834.
Dopo la prematura scomparsa del capo famiglia Saverio nel 1827, anche gli anni Trenta non risparmiano dolori, alternati alla gioia di qualche buon matrimonio. Il 1833 si apre tristemente con la morte della sedicenne Gaetana, e si chiude con il matrimonio della ventitreenne Francesca Massari con il quarantenne signor Matteo Forte, nato a Salerno, impiegato del dazio e quindi detentore di un’ottima posizione sociale; le nozze vengono celebrate nella chiesa di San Gaetano. Francesca morirà nel 1893, vedova, nella casa di via Quintino Sella. Nel 1834 si sposa Marino, come detto. Nel 1836 muoiono nella casa del Carmine a pochi mesi di distanza rispettivamente a 18 e 14 anni Francesco, falegname, e Giuseppe, troppo giovane perché un atto pubblico gli potesse attribuire un mestiere, ma forse già attivo sui cantieri con i suoi familiari. Due anni dopo, nel 1838, la mamma Carmina Armenise, rimasta vedova 11 anni prima, a 46 anni sposa Don Domenico Laricchiuta, musicante 58enne di Conversano anche lui vedovo; le nozze vengono celebrate in Cattedrale, Carmina risulta residente a Zeuli. La donna muore, già vedova, solo sette anni dopo nel 1845 nella casa di San Gaetano, dove vive probabilmente con la figlia maggiore Francesca.
La figlia più piccola di Saverio e Carmina, Maria Maddalena Massari, ormai orfana, si sposa a 25 anni nel 1850 nella chiesa Vallisa con Pietro Bolettieri, nato a Grassano (Mt), scribente; Marino fa da testimone e probabilmente la ragazza abita con lui, in quanto risulta residente presso il Borgo Ferdinandeo, cioè quella parte nuova della città dove Marino vive con la sua famiglia, dopo aver contribuito a costruirla. Maria Maddalena muore nel 1903 nella casa di via Manzoni, vedova, in quanto il marito Pietro era morto nel 1890 nella casa di via Quintino Sella. E dato che in via Quintino Sella muore anche la sorella Francesca, non è difficile credere che si tratti di palazzi costruiti dalla famiglia. Era morta invece nella casa di via Calefati nel 1882, Maria Massari, 60 anni, figlia nubile di Saverio e Carmina.
Marino Massari e Antonia Vitucci
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